Mentre la legge nazionale sul suicidio medicalmente assistito rischia di arenarsi in Parlamento, con la richiesta di rinvio in commissione del testo Zanettin-Zullo, i riflettori tornano sulle Regioni. In Veneto si muove qualcosa di inatteso: secondo indiscrezioni, sarebbe in fase di elaborazione una nuova legge regionale in casa Lega, con il placet del presidente Alberto Stefani. Il contenuto è ancora top secret, ma pare ricalchi la legge bocciata due anni fa, depurata dai riferimenti temporali già respinti dalla Consulta in Toscana, con un testo che rafforzi le garanzie per placare le posizioni più scettiche a destra.
Entro giugno va calendarizzata per statuto la proposta di legge di iniziativa popolare di Liberi Subito, su cui l'opposizione, dal Pd ad Elena Ostanel di Avs, sta limando gli ultimi emendamenti. Stefani ha annunciato anche una pdl statale di iniziativa regionale come pungolo al governo centrale.
Il capogruppo Lega Riccardo Barbisan aveva dichiarato di preferire la via nazionale per evitare un "macabro tour" tra le regioni più organizzate. Ma da palazzo Balbi si sarebbe deciso di agire. Il capogruppo Pd Giovanni Manildo, dopo la convergenza bipartisan sulla legge regionale sui caregiver, aveva anticipato che un accordo era possibile anche sul fine vita. L'unica norma attualmente in vigore resta la sentenza della Corte Costituzionale, e spetta alle Regioni applicarla.
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Fine vita in Veneto: la Lega lavora a una nuova legge regionale, possibile accordo con l'opposizione
11 giugno 2026
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