19 ago 2026 , ore 19:32
Il dibattito sulle opere finanziate dal PNRR si è riacceso. Si discute sulle condizionalità e sugli interessi che saranno dovuti. Se proprio le opere si dovevano fare, era pur sempre possibile finanziarle con i nostri titoli. Il tema nuovo però non è quello classico, cioè "costano di meno o di più dei fondi PNRR?", ma piuttosto "perché pagare interessi a Bruxelles invece che ai nostri cittadini ed imprese?". La domanda non è peregrina, perché interessi pagati a Bruxelles qui non lasciano traccia, mentre invece attivano l'economia (la nostra …) se pagati a soggetti che poi qui li spendono. Si, li spendono perché sono una fonte di reddito come le altre.
Ma quanto si attiva l'economia se gli interessi vengono spesi in Italia? Lo strumento di calcolo esiste da decenni, comunemente usato a livello internazionale, messo a disposizione dall'ISTAT: è la cosiddetta Tavola delle Interdipendenze Settoriali. Ci dice cosa succede quando qualcuno vuole acquistare un prodotto/servizio: un'impresa fattura, ovvio. Ma per farlo attiva i propri fornitori, che a loro volta fanno lo stesso, con un processo a ritroso che può essere molto profondo: è quello che comunemente chiamiamo "filiera produttiva".
Quantifichiamo. Nell'ultima Legge di Bilancio (dicembre 2025) al Capitolo 2226 vengono previsti gli interessi che dovremmo pagare per il PNRR: 2.8 mld nel 2026 e 3.4 mld nel 2027 e 2028. E se fossero interessi sui nostri titoli pubblici, quante di queste somme sarebbero defluite nel nostro sistema economico?
Tenendo conto di vari parametri [% dei titoli acquisiti da soggetti residenti, suddivisione tra persone fisiche e imprese-organizzazioni varie, propensione alla spesa delle persone fisiche (che anche risparmiano), la ritenuta prelevata dallo Stato (che va a finanziare la Spesa Pubblica)] i 2.8 md del 2026, ad esempio, sarebbero stati spesi in Italia per un valore pari a circa 1.14 mld. Su queste basi la Tavola Input Output darebbe questo responso:

Quindi si attiverebbero 2.4 mld di produzione (che diventerebbero circa 1.3 mld di PIL), richiedendo oltre 22 mln di ore di lavoro (circa 12.000 posti di lavoro). Il TriVeneto ne beneficerebbe per circa l'8-9%. E questo per il solo 2026; basti pensare che nel biennio successivo gli interessi previsti da pagare sono 6.8 mld.
Non sono numeri enormi, non risolverebbero i problemi del nostro Paese, ma sarebbero stati "gratuiti": una volta decise le opere, sarebbe bastato finanziarle con i nostri titoli. Una semplice scelta, a costi paragonabili se non inferiori, e benefica per le nostre imprese.
Ma non è stato così, e il PNRR ci costerà molto di più di quello che gli interessi da pagare diranno.