24 ago 2026, ore 22:23
Quante volte ci lamentiamo delle strade piene di buche, dei lampioni che non funzionano, del verde che ostruisce la visuale nelle rotonde, e così via ? Il problema non è il Sindaco inefficiente, ma le rigidità imposte sull'utilizzo delle risorse disponibili. Un un caso emblematico: il personale.
I limiti oggi vigenti sono iniziati con la Legge Costituzionale n. 1 del 2012, che ha introdotto l'obbligo del pareggio di bilancio, seguita poi dalla Legge n. 243 del 2012, che regola l'attuazione del pareggio per gli Enti Locali e sostituisce il sistema precedente (il Patto di Stabilità Interno). Ma il vincolo ora in discussione arriva con il DM del 17 marzo 2020, che pone specifiche soglie massime alla spesa per il personale: una griglia di percentuali, distinte per dimensione demografica del Comune, da applicare alla media delle Entrate Correnti dei 3 anni precedenti, pure ridotta dai crediti di dubbia esigibilità.
Tra le alternative disponibili per finanziare questa spesa, 2 by-passano tale vincolo: esternalizzazione del servizio e contratto in-house. Richiedono però la contabilizzazione della spesa come Acquisto di Beni e Servizi (Titolo I, Macroaggregato 1.3).
E qui sta il punto. La spesa per beni e servizi di un'Amministrazione Comunale non può crescere a piacimento per far spazio allo pseudo-costo del personale, ma è soggetta a 4 vincoli: quello più fastidioso è attenersi alla media dei 3 anni precedenti. In altri termini, si comprime lo spazio per gli altri servizi: da ciò discende inesorabilmente la loro inadeguatezza … e le nostre lamentele.